Le periferie metropolitane al centro

La Città metropolitana di Milano ha chiesto al governo 40 milioni di euro partecipando al “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie”.

L’idea è quella di costruire un sistema di servizi per l’accoglienza e la coesione sociale che prevede il protagonismo dei Comuni metropolitani in una logica di rete. Questi infatti, individuate le priorità, agiscono sul loro territorio direttamente attraverso dei progetti di intervento.

Questi progetti, si concentrano sulla riqualificazione degli spazi urbani sotto utilizzati o abbandonati per favorire, da una parte, la risposta alle domande abitative delle fasce deboli, dall’altra, la creazione di luoghi per attività culturali e sociali legati all’integrazione e alla inclusione.

Il ruolo aggregatore della Città metropolitana ha favorito il coinvolgimento di trenta comuni, in partecipazione singola o associata, in rappresentanza di tutte e sette le zone omogenee dell’area metropolitana.

OrtiIn particolare, le azioni prevedono il recupero edilizio e la riqualificazione di stabili, la messa in sicurezza e la riqualificazione degli spazi urbani all’interno dei quartieri, progetti specifici legati al recupero e al rilancio di particolari luoghi di aggregazione sociale come centri culturali, cinema, centri sportivi, centri per gli anziani, comunità per minori ed altro.

Altri progetti sono orientati al potenziamento e alla riqualificazione delle infrastrutture del trasporto pubblico e sulla mobilità. In particolare si tratta di azioni volte al recupero architettonico e funzionale di stazioni della metropolitana (come nel caso della M2 sull’asse della Martesana) altre sono orientate alla costruzione di piste ciclabili, ciclostazioni e connessioni ciclabili in nodi d’interscambio rilevanti.

CiclabiliSi tratta dunque di proposte intersettoriali, che mettono in campo nuove forme di governance, e i cui esiti attesi interessano più livelli della riqualificazione urbana: quello ambientale e di una mobilità sostenibile sul territorio, quello dell’inclusione abitativa, quello della promozione sociale.

Nel dettaglio, il progetto “Welfare metropolitano e rigenerazione urbana – superare le emergenze e costruire nuovi spazi di coesione e di accoglienza” prevede 6 programmi di intervento condivisi con i Comuni sul cui territorio andranno ad impattare:

1. Riqualificazione urbana e territoriale degli ambiti delle stazioni della M2 lungo l’asta della Martesana.
Zona omogenea Adda Martesana e Milano.
Comuni proponenti: Milano, Bussero, Cassina de Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Gessate, Gorgonzola, Vimodrone.

2. Periferie al centro. Riqualificazione del Quartiere Satellite
Zona omogenea Adda Martesana.
Proponenti: Comune di Pioltello, Tribunale di Milano, Prefettura UTG di Milano, altri sostenitori

3. Integration Machine – Riqualificazione delle periferie dell’Alto milanese.
Zona omogenea Alto milanese.
Comuni proponenti: Castano Primo, Legnano, Rescaldina.

4. Rigenerazione urbana nel Nord-Milano
Zona omogenea Nord-Milano
Proponenti: Comune di Cinisello Balsamo, Comune di Sesto San Giovanni, PLIS Parco locale di interesse sovracomunale Media valle del Lambro.

5. RICA-Rigenerare Comunità e Abitare verso Human Technopole
Zona omogenea Nord-Ovest
Proponenti: Patto per il Nord-Ovest (Comuni di Rho-capofila- Arese, Baranzate, Bollate, Cesate, Cornaredo, Garbagnate Milanese, Lainate, Novate Milanese, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Pero, Settimo Milanese, Solaro, Senago, Vanzago) con Aziende consortili, Servizi Sociali, Sercop e Comuni Insieme.

6. “Per una Città di noi” Interventi di rigenerazione urbana e di sviluppo socio culturale nell’area Sud-Ovest.
Zona omogenea Sud-Ovest
Comuni proponenti: Pieve Emanuele e Rozzano.

Tutte le azioni sono unite da un unico disegno d’insieme, una proposta coerente, ragionata e partecipata di welfare territoriale che risponde ai bisogni concreti del territorio e che dal territorio è stata elaborata e proposta.

Avanza il Piano strategico metropolitano

Sempre meno tempo separa il Piano Strategico dalla sua approvazione, in vista della quale, si è riunita la nuova seduta della Commissione Affari Generali.
Una seduta, quella che si è svolta ieri nella Sala Consiliare di Palazzo Isimbardi, aperta eccezionalmente anche ai Sindaci e agli amministratori del territorio metropolitano, ai quali la Commissione ha scelto di presentare in anteprima il documento del Piano Strategico. Un’occasione di confronto, voluto espressamente dalla Città metropolitana per raccogliere pareri e suggerimenti e cercare di comprendere al meglio le esigenze dei territori.
Ad aver aperto l’incontro il Presidente della Commissione Alberto Villa, che ha definito la seduta “un momento di apertura e partecipazione che segna una scelta di metodo portata avanti fin dall’inizio”.
Il percorso di elaborazione del Piano Strategico si è svolto, infatti, sin dalla suo avvio nell’aprile 2015, all’insegna dell’inclusione, con il coinvolgimento attivo di istituzioni, Comuni in primis, autonomie funzionali, rappresentanze economico-sociali, associazioni e cittadini portatori di interessi diffusi con l’obiettivo di arrivare a una visione di sviluppo ampiamente condivisa.
Il Vice Sindaco della Città metropolitana Eugenio Comincini ha poi dato il via a una breve illustrazione dei contenuti del Piano Strategico, analizzando le diverse fasi che hanno portato alla sua elaborazione: la Mappa delle idee, primo esito del confronto con il territorio, che ha delineato le sei strategie fondamentali e le corrispettive piattaforme progettuali sulle quali costruire il futuro dell’area metropolitana milanese; la fase di ascolto dei 134 Comuni metropolitani, suddivisi in sette zone omogenee, che si sono confrontati per creare progetti rispondenti alle vocazioni della propria area territoriale; infine l’Agenda Strategica, lo strumento aggiuntivo che la Città metropolitana di Milano ha deciso di darsi per avere uno sguardo di più lungo respiro sul futuro da progettare.
A quel punto la parola è passata ai rappresentanti delle amministrazioni comunali, che hanno espresso soddisfazione per il lavoro svolto in questi mesi dalla Città metropolitana di Milano, riconoscendo il valore e la qualità degli argomenti contenuti nel documento; gli interventi si sono poi concentrati sulle criticità che la Città metropolitana sta affrontando, evidenziando come sia necessario un impegno da parte del Governo affinché gli obiettivi e le linee d’azione contenute nel documento siano realmente perseguibili e applicabili soprattutto sul lungo periodo.
Affermazioni che testimoniano quanto le amministrazione considerino già strategico questo Ente, al quale però non sono ancora state date le risorse e i mezzi per poter svolgere quella funzione affidatagli dalla legge Delrio 56/2014: quella di Ente sovracomunale in grado di progettare lo sviluppo condiviso di tutto il territorio metropolitano, in un’ottica di competitività non solo nazionale ma anche internazionale.
Le premesse per giungere ad un esito positivo di questo percorso ci sono tutte.